Plinio l'Istriano

Plinio Trevisan presenta : Il Paese del Contado

”Realtà, fantasia, sogno, favola, illusione meditazione e scoperta;

 

questi gli ingredienti del mio racconto visivo...”

 

raccontato con: acquarelli, colorpen, tecnica mista

 

 (Articolo tratto da “Italia Artistica”)

Plinio Trevisan è nato a Pola nel 1926.

Pittore si esprime principalmente con la tecnica dell'acquarello.

Ha tenuto mostre personali a Trieste, Loano e Finale Ligure (SV), Ranco, Arsago Seprio, Albizzate, Busto Arsizio (VA), Varese, Guastalla (RE).

La luminosità, l'alta poesia, il disegno nitido ed elegante, le cromie preziose: ecco le caratteristiche fondamentali di Plinio Trevisan.

Nelle visioni paesaggistiche le linee e i colori si armonizzano in trepidi accordi, nel ritmo poetico di una narrazione interiorizzata, eppure fedele all'oggettività.

Emozioni e sentimenti si fondono nella sua arte, emergendo come contenuti essenziali per una rappresentazione legata alle cose, ma non finalizzata esclusivamente alla loro descrizione.

Trevisan infatti compone con eleganza e accuratezza la trama del suo racconto visivo, perché, attraverso le suadenti coloriture delle atmosfere, le sapienti costruzioni prospettiche, le nitide articolazioni del disegno e dei colori, possiamo comprendere gli stati d'animo con cui egli recepisce la realtà e quale senso egli attribuisca all'esistenza delle cose.

L'esemplare struttura delle sue immagini risulta oltremodo per la stesura dei colori, sobri nelle intensità tonali, ma vivacizzati da una luminosità ben dosata nei piani e nel dialogo con le ombre.

Le sue descrizioni, vere e proprie esaltanti incursioni nei silenzi e nelle suggestioni di una di una figurazione delicata, si pongono nell'ambito del reale, nel concedere, tuttavia, il suo interesse a vari motivi di cultura, entrati attivamente nella pittura più rappresentativa.

E anche tutta la pittura più recente si pone come studio nelle direzioni di un rinnovo, di una scoperta espressiva mai fine a se stessa. Per questo il suo modo pittorico ha già acquistato una sua interiorità e una sua compiutezza non soltanto formale e cromatica, ma che riflette fedelmente la compiuta personalità dell'uomo e dell'artista.

Per questo Plinio Trevisan saprà procedere ulteriormente.

E sarà sempre tra i primi.

Esistono luoghi che, nelle varie immagini, ambientali, architettoniche e naturali, parlano del bello.

Ed esistono cuori e animi che questo bello riescono a coglierlo, interpretarlo e restituirlo.

È una operazione che, attraverso le sue opere, acquarelli, bozzetti e grafica, compie da tempo Plinio Trevisan.

In larga misura oggi gli artisti rincorrono il modello scientifico e l'arte diventa allora sperimentale.

 

Il criterio del giudizio non sembra essere più il bello ma il nuovo, privilegiando quasi la varietà rapida delle immagini, anche quando questa varietà non vuol dire davvero qualcosa.

D' altra parte la bellezza è legata alla nostra progettualità di vita.

Se abbiamo difficoltà a capire la bellezza è perché siamo figli di un pensiero scettico che mette tutto in discussione. Fortunatamente esistono, oltre ai luoghi detti, anche artisti, come Plinio Trevisan che ci ricordano che per fare arte non occorre solo talento, ma anche educazione, perché l'arte è frutto pure di una formazione.

Dunque, con le opere di Trevisan alla scoperta della più nobile pittura e dei sentimenti.

È in prevalenza il paesaggio della Liguria ad attirare l'artista che nella solarità di alcuni acquarelli  sembra quasi esprimere una memoria che rimanda ad una ancestrale memoria mediterranea.

Preziose, come nei bozzetti e nella grafica vera e propria, le singole “tessere” di una costruzione che rivela la plasticità di edifici, mura, chiese, case, vicoli, il canto di cromie che racchiudono, nelle varie tonalità, ora morbide ora più intense, il senso esistenziale del mondo, della quotidianità dell'essere umano che mai nelle opere di Trevisan compare, ma della cui quotidianità avvertiamo palpiti, sogni, pensieri.

Dietro una finestra, lasciandoci coinvolgere dalla brezza che accarezza panni stesi ad aciugare, oltre il mistero di vicoli e strade, al di là delle porte chiuse. I tratteggi e le campiture, ritornano a parlare degli acquarelli, si diluiscono in registri espressivi aperti e disponibili alla sollecitazione sentimentale.

Realista naturalista, Plinio Trevisan nei paesaggi e nelli scorci trova una fonte ispirativa di grande intensità non solo compositiva, non solo lirica, ma anche, vorremmo dire, morale.

È in queste atmosfere, in questa sorta di Eden che Trevisan individua come un'Arcadia dei propri tempi, un modello di vita ancora in linea con lo stato di natura, antidoto della graduale modernizzazione del mondo. Usando un paragone “importante”, l'artista concilia una tematica classica con una ricerca formale più moderata rispetto a quella intrapresa dai celebri pittori Macchiaioli. Senza emanciparsi totalmente dal primato accademico del disegno, capace altresì di proporre in chiave evoluta i proverbiali canoni puristi. Il realismo naturalista di Plinio Trevisan acquista un carattere verista, ricco di spruzzi e preziosità cromatiche e di gusto per il bozzetto, in una sincera elegia per il più genuino aspetto della vita.

Così dipinge e compone in un modo che richiama alla mente le rappresentazioni che della sua “Bergamo”, come per Trevisan la “sua” Liguria, ha fatto uno dei più affermati pittori della figurazione italiana contemporanea, ultimo dei Preraffaelliti, almeno idealmente, cioè Mario Donizetti.

Rinnegando le tecniche moderne e “reinvestendo” l'acquarello per ottenere scorci paesaggistici assorti in atmosfere rarefatte, essenziali tuttavia nel dispiegarsi dei loro volumi.

Una descrizione fra realtà e una sorta di metafisica intellettuale, luogo, torniamo al “termine”, ideale per concepire un'arte ancora a misura d'uomo.

Elio Bertozzi

 Plinio Trevisan, autodidatta, sin da ragazzo sentì il richiamo dell'arte ed iniziò a dipingere con caparbia convinzione cimentandosi nella grafica, nel disegno e nell'acquarello con mano sicura.

Superata la fase formativa cerca nello scenario paesaggistico il balenante effetto cromatico.

Nello ricerca veristica di stampo “vergano” di penetrante oggettivazione capta  positivi aspetti narrativi di voce tradizionale come evidenziano i suoi acquarelli. Da essi appare chiara la continuità evolutiva del Trevisan che riesce a ritrarre la realtà con immediatezza ed approfondito tratto perché sente il linguaggio delle cose.

Visitare lo studio di Plinio è come trovarsi davanti ad uno scenario di bellezza riposante costellato da una miriade di colori cangianti in una cornice campestre di canti Virgiliani.

I suoi dipinti smentiscono ancora una volta coloro che affermano che l'acquarello è un'arte minore da scoraggiare.

Nelle sue opere limpide e cristalline come polle sorgive si avverte il fascino luminoso dell'intuizione che imprime sulla materia con vigore artistico.

Un'anima trasparente di luce e di calore umano, una profonda meditazione introspettiva libera e serena scaturita da sentimenti commossi dalla realtà.

Una vera poesia mistica tanto cara al Mantegna.

Ogni artista ha un mondo a sé e un modo di sognare in cerca del perfettibile.

Cezanne amava ricercare l'essenziale volumetrico onde nobiliare il segno pittorico di contenuto e di poesia.

Trevisan, tramite le proprie opere ci parla di visioni lontane e vicine nel segno di vari movimenti artistici ben distinti fra ombre e luci variegati al di sopra di presupposti freudiani dell'apparenza delle cose opponendogli il pensiero di Parmenide che definisce la realtà psicologica, apparente ed ambigua.

La sua produzione artistica appare inquadrata nel romanticismo manzoniano intrecciando un discorso pittorico di verità e di luce  vivificatrice ed inebriante di cultura e lirismo proiettati in una musica di assieme e di multiformi giuochi di lirici colori dallo spirito solare.

(articolo tratto da “Europa Artistica”)

Biagio Pantaleo

L'Intimismo Poetico di Plinio Trevisan

Gli acquarelli di Plinio Trevisan, che trascende gli elementi puramente realistici per dare vita ad una narrazione-racconto altamente suggestiva e poetica, travalicano gli schemi tradizionali e si configurano come espressione del tutto personale di un'anima dotata di viva sensibilità, la quale si riconosce nelle delicate atmosfere, percorse da un significativo silenzio, da assorta pace e da stupite risonanze dello spirito, di angoli paesani dimenticati dai raffinati esteti di tanto conclamato consumismo odierno, ma carichi del magico incanto tipico delle cose umili, eppure ricche di autentici valori interiori.

In primo piano, non campeggia tanto l'opera con la sua apprezzabile armonia compositiva, in sottili e delicate rispondenze chiaroscurali, ma lo spirito dell'artista-poeta, che riesce mirabilmente a isolare una nota e una emozione dominante per comunicarla con la stessa fresca immediatezza e sincera istintività con cui questa viene presentandosi alla sua coscienza e che investe le creazioni con il suo fecondo estro e con prorompente energia operativa. Pertanto esse sembrano quasi perdere i connotati materiali e vengono trasfigurate, calate in una dimensione poetica, testimonianza di felice capacità e singolare intuito espressivo, e l'opera ci parla il linguaggio misterioso e affascinante dell'anima, come provano gli effetti di luce insoliti e personalissimi e il timbro assolutamente originale delle composizioni.

Dovunque, si respira un'aura di rumoroso silenzio e di caldo intimismo, e negli acquarelli di Trevisan ci riconosciamo con la nostra piena umanità, talvolta oppressa dal doloroso fardello della banalità del quotidiano, ma qui riscatta, arricchita ed esaltata nella contemplazione dei puri sentimenti della bellezza e dell'intensa voglia di vivere, in un crescendo emotivo di sussulti interiori fatti di gioia contenuta e pacata, ma autentica, piena e grande.

Giorgio Rota

Plinio Trevisan, acquarellista ,da parecchi anni residente a Gallarate, è nato a Pola.

E la sua pittura risente in maniera determinante l'influsso dei caratteri della cultura del luogo di origine, sia per quanto riguarda i temi preferiti, sia per quanto riguarda le "atmosfere".

Già la scelta cromatica e il personalissimo modo di usare il colore (come fosse tempera) denotano gusto chiarista di impostazione orientale.

Ma i valori di maggiore significato, nella specificità narrativa, sono quelli che caratterizzano gli argomenti i quali risultano quasi sempre improntati a scorci di paese contadino.

A volte il racconto è interessato a scene di mare; ma si tratta di casi sporadici, con uso di linguaggio pittorico meno persuasivo del consueto, che tuttavia confermano il costante riferimento dell'artista a modelli di un suo tipico ambiente ideale.

I "paesi" di Plinio Trevisan risultano essere, appunto, idealizzazione di angoli di serenità, quasi del tutto collocati nella sfera della memoria anche se la rappresentazione formalmente rispecchia la realtà oggettiva.

Il mio incontro con questo sensibile autore (singolarmente attento, oltre tutto, alla "strana bellezza" dei giochi della luce) è avvenuto in occasione della sua recente "personale" alla galleria "La Bilancia" di Varese. Conoscevo sommariamente, da qualche anno, buona parte della produzione; ma in verità non avevo mai potuto avere modo di comprendere appieno la gentile poeticità del suo messaggio, né il significato preponderante della serena solitudine espressa.

La personalità di Plinio Trevisan è fondamentalmente romantica: impegnata, per istinto, a concretizzare in immagini estetiche l'assunto di un esistenzialismo motivato dalla esaltazione di antichi ideali.

E narra di naturalismo .

E implicitamente denuncia, con malinconia, il grave disagio del poeta in un mondo angustiato dal materialismo tecnologico. Il colore è dato in ampie stesure, dentro un disegno singolarmente sensibile.

E l'accentuato chiaroscuro determina un sapiente gioco di luce che ambienta la rappresentazione in atmosfere di senso metafisico, e addirittura un poco magico.

(Articolo tratto dalla “Prealpina”)

Andrea Nanìa

Plinio Trevisan ha partecipato a numerose rassegne, ottenendo premi e riconoscimenti, fra cui si ricordano quelli relativi ai concorsi: La Bilancia d'Argento di Varese (vincitore in due edizioni), Trofeo Internazionale di Legnano, Daniele Crespi di Busto Arsizio, L. Ricchetti di Piacenza, Premio Bustese, Trofeo Malpensa, concorsi nazionali di S. Giorgio su Legnano, Venegono, Cardano al Campo, Salsomaggiore Terme (PR).

Colettive a Gallarate,Legnano; Castano Primo, Bologna.

Hanno scritto di lui i critici E. Bertozzi, A. Nania, B. Pantaleo, G. Rota ed altri, su giornali, riviste e cataloghi d'arte; è inserito nell'Archivio per l'Arte It. Del '900 di Firenze.

Sue opere sono in varie collezioni private in Italia e USA.

“Se un mio quadro riuscirà a fermare anche solo per un attimo la marea di pensieri che sommerge oggi ogni essere umano, dando a chi lo guarda una fugace, ma piacevole e ripetibile sensazione, mi riterrò un uomo fortunato:

"non a tutti è concessa questa possibilità.”

Per informazioni info@studiotrevisan.it

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Venerdì 28 Marzo, 2003 16:28